AMORIS LAETITIA

 

AMORIS LAETITIA

esortazione apostolica postsinodale di Papa Francesco

 

Padre Giulio Michelini

Padre Michelini presenta l’esortazione apostolica Amoris Laetitia partendo da una prospettiva inaspettata, la prospettiva del conflitto. Un approccio illuminante per meglio comprendere l’esortazione apostolica sull’amore nella famiglia. Come nasce Amoris Laetitia? È la domanda di partenza. Già nell’Evangelii Gaudium (EG) ci sono le premesse. Due i concetti importanti. Uno è nel paragrafo L’unità prevale sul conflitto ( 226-28) dove si afferma che il conflitto va accettato, non va ignorato, ma fatto emergere perché solo così si può mettere in atto un processo di conciliazione. L’altro sta nel paragrafo La realtà è più importante dell’idea (231-33). Il conflitto non va affrontato partendo da situazioni ideali, ma dalla situazione reale che va presa per quella che è. Il conflitto fa parte della vita e quindi anche della realtà di coppia.

I conflitti possono essere trasformati e nelle relazioni non c’è nulla che possa tenerci imprigionati. C’è sempre una via di liberazione.

 

Il conflitto era presente anche nella famiglia di Gesù.

Nella genealogia di Gesù nel Vangelo di Matteo c’è un genogramma di 42 nomi.

Fra essi c’è la prostituta di Gerico, Tamar che si traveste da prostituta, Rut la moabita, la straniera, Betsabea…

Da un’analisi secondo la sistemica relazionale (riferita alla terapia della famiglia) si è notato che le famiglie bibliche citate sono disfunzionali. Proprio in questa disfunzionalità c’è la storia. Nella genealogia la storia non è nascosta, anzi vi troviamo un compendio della storia umana.

Romano Guardini dice che nei lunghi anni di Nazareth Gesù ha riflettuto su questi nomi. Gesù ha accettato la sua storia di conflitti e di drammi. Ed è venuto nella storia che non è ideale ma fatta di conflitti.

Cosa vuol dire nascere senza genealogia, senza storia incarnata? È importante incontrare le generazioni che ti hanno preceduto, sapere di chi è appartenente la propria storia. Meglio una storia di conflitti, di prostitute ecc. che essere senza genealogia.

Dai Vangeli sappiamo che Giuseppe pensava di divorziare: questo non va sottovalutato. Il testo non dice che Giuseppe sapeva, ma mentre stava decidendo, appare l’angelo a rivelargli quale sia la storia che sta facendo Dio.

Ellison dice che l’insegnamento di Gesù sul divorzio deriva dalla comprensione dei fatti accaduti nella sua famiglia.

 

C’è una responsabilità personale ma c’è anche una storia. Secondo la sistemica occorre risalire alle 3 generazioni precedenti. Padre Michelini cita tre studi recenti: Eva Cantarella, Non sei più mio padre (il conflitto intergenerazionale era già presente nel mondo antico); M. Recalcati, Il complesso di Telemaco (genitori e figli dopo il tramonto del padre, e quindi delle regole); M. Ammaniti, La famiglia adolescente (i genitori tornano adolescenti; adultescenti). Fa pensare il fatto che i tre autori non siano di ambito cristiano.

 

Michelini fa poi riferimento al Discorso di Papa Francesco all’apertura del Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma a San Giovanni in Laterano giovedì 16 giugno. Il Papa è realistico, ben consapevole del contesto odierno, caratterizzato dalla cultura del provvisorio. Come è possibile allora parlare di misericordia in una società ‘vaporizzata?

La misericordia va cercata dove c’è l’umano per quello che è e senza essere giudicanti. Rispetto ad un sistema stabile che non c’è più, cosa fare? Ribadire il progetto divino; prendere l’uomo per quello che è ed accompagnarlo.

Per meglio comprendere, Padre Michelini si sofferma sul Cantico dei Cantici e sull’insegnamento di Gesù (Mt19, 3-12)

Qual è il progetto che si può realizzare?

Nel Cantico, pur non essendo mai nominato Dio, gli esegeti sono concordi nell’affermare che la realtà d’amore tra uomo e donna è emblema dell’amore di Dio. Questa modalità d’amore può esprimere l’amore di Dio con il suo popolo e quello di Gesù per la sua Chiesa. La dimensione erotica è importante per far capire il legame d’amore. È la modalità d’amore che l’uomo può capire. Qui si vede l’amore di Dio per noi. (Deus caritas est). Proprio attraverso l’esperienza d’amore umana, l’uomo può giungere a fare esperienza dell’amore di Dio per ciascuno di noi.

E’ significativo che il Cantico si concluda con una presa di distanza degli amanti.

Nel vangelo di Matteo al cap.19, Gesù è in Giudea e Lo mettono alla prova, una prova di scuola ( riferibile alle scuole in cui si dividevano i religiosi di allora) con una domanda a cui risponde.
3 Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4 Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5 Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola6 Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». 7 Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». 8 Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. 9 Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio».
10 Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». 11 Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 12 Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

 

Domanda e discussione. Alla fine della discussione, Gesù si esprime a favore dell’indissolubilità del matrimonio, proprio partendo dall’interiorizzazione della sua storia personale, mentre la legge mosaica permette il divorzio. Essa, pur essendo di stampo maschilista, ha in sé un aspetto positivo nei confronti della donna; con il libello di divorzio infatti essa poteva essere libera e risposarsi. (v. Deuteronomio 24)

(Cfr. Abraham Yehosha, Un divorzio tardivo).

Al tempo di Gesù il divorzio c’era. Allora cosa comporta per Gesù non divorziare? Meglio non sposarsi? Farsi eunuchi per il Regno dei cieli?

Come ha potuto Gesù rispondere in quel modo, dire di stare insieme per sempre? Gesù viene da una famiglia dove la madre stava per essere ripudiata, dove c’è stato un divorzio scampato. Gesù ritorna al progetto originale. Per Gesù bisogna entrare nella logica del Regno. Non c’è una ragione per divorziare. Ci sono danni peggiori con il divorzio.

 

Situazione di separazione. Qui entra l’esortazione Amoris Laetitia. C’è un progetto di Dio. Nella sfida delle crisi non si chiude la porta. (AL 232 la sfida delle crisi). Bisogna lavorare sulla crisi. La crisi è necessaria. Cosa fare nelle situazioni reali.? La risposta viene dal racconto evangelico dell’incontro tra Gesù e la samaritana al pozzo di Giacobbe. La storia della donna è una storia di un fallimento relazionale. E in quell’incontro Gesù dona ‘l’acqua viva’ alla donna, aiutandola nello stesso tempo ad esaminare la sua vita.

L’Eucarestia, la confessione, i sacramenti non vanno acquisiti solo in stato di grazia, ma hanno anche la funzione di avvicinare, pure per coloro che vivono in difficoltà.

Nell’ AL (AL 300) non è data una normativa perché il procedimento di aiuto non è fondato su processi matematici, cioè va considerato caso per caso. E’ prospettato un atteggiamento di apertura al dialogo, per intraprendere un cammino di discernimento con l’aprire la propria coscienza davanti a Dio attraverso l’aiuto di un sacerdote appositamente preparato.

In altre parole siamo chiamati ad una conversione .

(Aggiungerei, a trovare l’uomo dell’acqua viva, come è accaduto alla samaritana)

 

(Appunti presi da M. Rosina Girotti)