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tramontoNel Cantico delle Creature di san Francesco, molti vedono l'animo poetico del Santo che canta la bellezza del creato. L'acqua del ruscello che fa tanta tenerezza e il prato fiorito che rallegra la vista e ci parla tanto di primavera appena giunta.
E non è detto che non sia anche questo.
Ma Assisi Pax legge il Cantico di Francesco come cantico di Pace.
In che senso?
lunaCantico di Pace perché Francesco cerca di correggere la nostra visione di morte per farne visione di vita. Per questo nella parte finale del Cantico, alla sua conclusione, c'è la lode di sorella morte. Una lode che disinquina il morire per farne luce di redenzione. Se così non fosse, la lode di sorella morte non avrebbe senso. Ne sarebbe un corpo estraneo.
La sintonia del brano sulla morte con quanto lo precede sta proprio nella volontà di far pace con ogni cosa che l'uomo vede come minaccia. Pare che Francesco dica: non guardare la creazione come realtà negativa, ma come realtà positiva redenta da Cristo.

acquaPer capire questo bisogna rifarsi al tempo di san Francesco, cioè al medioevo, in cui la condizione umana sulla terra era ben diversa dall'attuale. La carestia e la fame facevano vittime a migliaia; una pestilenza poteva spazzar via intere popolazioni, cosa ben diversa dai tempi nostri in cui spadroneggiamo spesso sulla natura. Francesco non doveva raccomandare all'uomo del suo tempo di essere buono con sorella natura facendogliene vedere la poetica bellezza.
Il Santo di Assisi si trovava in ben altra condizione.
Frate sole era sì il sole che fa germogliare le messi, ma anche il sole che inaridisce la terra e porta fame. Sorella acqua era sì l'acqua benefica che irriga i campi e dona ristoro all'assetato, ma era anche l'acqua delle inondazioni e delle paludi. Frate fuoco era sì calore nell'inverno, ma poteva essere quelle fiamme improvvise che incendiavano la catapecchia del contadino. E così via.

fuocoAi contadini del tempo di Francesco interessava molto il buon tempo utile per il raccolto già di per sé scarso. Per questo i contadini non facevano poesia come facciamo noi e temevano siccità ed inondazione.
Di fronte a queste realtà san Francesco col suo Cantico dice: non aver paura del sole e dell'acqua e del fuoco e del vento che possono recarti fame. Ricordati che essi sono stati creati da Dio per il tuo bene e non per farti del male. Fa pace con ogni creatura pensando alla sua positività senza fermarti a qualche aspetto duro che la realtà può avere.