LA SPIRITUALITA’

 

Assisi, 17 giugno 2016

Carissimo p. Gianmaria, carissimi fratelli,

affido a queste poche parole il nostro partecipare alla vostra assemblea, al vostro ritrovarvi insieme.

Come dice il nostro papa Francesco, la costruzione della pace è qualcosa di artigianale, è un lavorio quotidiano che tutti siamo chiamati a fare e, proprio perché è “piccolo e quotidiano”, coinvolge le nostre realtà più vicine, le nostre famiglie, le nostre comunità, il rapporto con gli amici e i colleghi di lavoro.

Perdonatemi, ma non riesco a parlarvi di spiritualità come se fosse un modo un po’ chic di guardare alla vita o nemmeno per trovare un magico segreto per dimenticare i problemi della vita o trovare sollievo alle domande senza risposta che sempre ci accompagnano.

Come figlie di Chiara proviamo a condividere con voi quello che abbiamo, ciò che fa parte del nostro patrimonio e della nostra storia.

All’origine della conversione di Chiara, come peraltro di quella di Francesco, c’è un incontro custodito come un tesoro, sorgente di ogni spiritualità della Chiesa: l’incontro con Gesù.

Francesco a S. Damiano ne accoglie l’invito a restaurare la Chiesa, lasciandosi guardare da quel Cristo con gli occhi aperti; Chiara ne diventa paziente custode insieme alle sue sorelle nella sua vita nascosta, in santa unità e altissima povertà.

Mentre voi iniziate la vostra assemblea, il Crocifisso, solitamente custodito nella Basilica di S. Chiara, è tornato da pochi giorni, in occasione del Giubileo della Misericordia, nella chiesa di S. Damiano, si è fatto pellegrino con i pellegrini, è passato per le nostre strade e ripete a ciascuno di noi: “Va’ e ripara la mia casa”.

Che cosa vuol dire per noi, oggi, accettare questo invito, ognuno nel proprio stato di vita?

Forse il vostro ritrovarvi in questi giorni ha la sua radice in un’intuizione: che la vita trova il suo significato oltre noi, fuori di noi e dalla preoccupazione di noi stessi; trova il suo significato se ascoltiamo un “Altro” che ci parla e ci invita oggi, come 800 anni fa, a riparare la sua casa, la sua terra, il cuore degli uomini con gesti di pace, di riconciliazione e di speranza.

Crediamo insieme che là dove noi compiamo un gesto di amore, si cicatrizza una ferita tra le tante ferite dell’umanità; là dove accogliamo e doniamo misericordia, testimoniamo che il Padre mai si stanca di amarci e di amare quanto ha creato.

Vi auguriamo giorni di pace e preghiamo per voi.

Le sorelle clarisse del Monastero S. Quirico

Sr. Benedetta Abbadessa del Monastero di san Quirico