Le Opinioni di GianMaria Polidoro

LA SESSUALITA’

Papa Francesco ha inviato al popolo cristiano ed al mondo la sua Esortazione Apostolica postsinodale “Amoris laetitia” (La gioia dell’amore). Mi fa piacere notare la sintonia di un mio scritto del 2013 (tra altri) con il pensiero del Papa. Qui sotto riporto lo scritto in questione.

(dal volume di GianMara Polidoro: Teologia Semplice editrice Marna: pagg. 99-100  )

Se il sesso è una cosa tanto brutta come a volte ce lo descrivono, vorrebbe dire che non l’ha creato Dio.

Eventualmente il diavolo?

Ed eccoci di fronte ad uno dei grossi problemi all’interno della vita cristiana per cui tanto spesso ci si allontana dal sacramento della penitenza ed anche dalla fede e dalla Chiesa, a volte. O forse sarebbe più veritiero dire che siamo di fronte al più grosso problema della vita cristiana.

LA SESSUALITA’

Più grosso problema non perché Cristo lo abbia reso tale, ma perché gli uomini così lo hanno percepito e spesso vissuto.  Ma per parlare con saggezza dell’argomento dobbiamo tornare a riflettere sulla creazione come raccontata dalle prime pagine della Bibbia e sulla cacciata dal Paradiso Terrestre, cioè sul peccato originale.

Vale qui la pena di ripetere che, secondo la Sacra Scrittura, Dio ha creato tutte le cose e tutte le cose le ha create buone; cioè in sintonia alla sua ricchezza e bontà. La stessa Bibbia ci parla, poi, di una decadenza (misteriosa) dell’essere umano da questo stato di grazia; e tutta la natura, a cominciare dalla razza umana, ne è stata sconvolta. La sessualità, quindi, come la salute e come ogni altra realtà, ha perso la qualifica di bontà paradisiaca. Se facciamo l’esempio della forza, notiamo come la forza viene corrotta in violenza.

Così la sessualità, dalla serena qualità dell’amore, è scesa a quel miscuglio di passione, sogno e violenza che caratterizza spesso la vita sessuale della nostra attuale umanità.

Nella sessualità  vissuta nel nostro mondo, noi troviamo una poesia dell’amore puro, un precetto dell’amore coniugale sereno e per tutta la vita, ed una realtà sociale spesso volgare e violenta come ci rammenta la cronaca quotidiana.

Nella prassi ecclesiale, nell’insegnamento di qualche catechista spesso terrorizzante, nel

segreto delle convivenze, non abbiamo la coscienza chiara di una bontà iniziale e di una decadenza nel “peccato” per cui si è costituita una sensibilità cristiana in penombra o reticente.

Si è così creata, in pratica, una carenza di serenità che ha fatto dimenticare il cammino redentivo indicato ed attuato da Gesù. Abbiamo adesso il problema di creare una sensibilità ed una proposta cristiana che veicolino il cammino di redenzione anche nel campo della sessualità. E questo è compito del magistero e del confessore. La via da percorrere è lunga, ma bisogna fare attenzione a non percorrerla alla luce di un terrorismo psicologico e pedagogico; o di un permissivismo alla moda. C’è da recuperare un equilibrio emotivo che non è facile né alla portata di tutti. C’è da insegnare e da perdonare; da correggere e da presentare una bellezza sconosciuta ai più. E chi insegna e chi perdona o corregge o presenta le positività deve essere persona equilibrata poiché non tutti sono adatti a questi compiti.

Della visione cristiana della vita se ne può parlare quando si ha serenità di fondo ed esperienza vissuta.

fr. GianMaria Polidoro