MARTIRI DI ALBANIA

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Carissimi/e, sono appena rientrato dall’Albania dove il 5 novembre ho partecipato al grande evento della “beatificazione” di 38 Martiri del comunismo. Sono lì andato con l’ing. Alessandro Bonuso (l’ingegnere dei tanti restauri) invitati dall’Arcivescovo di Scutari Mons. Angelo Massafra, francescano. In attesa della celebrazione, la cattedrale di Scutari è gremita all’inverosimile: parenti dei martiri, cardinali, religiosi, popolo e quasi l’intero parlamento nazionale. Si calcola che tra l’interno della Cattedrale e l’esterno fossimo intorno ai quindicimila. Meraviglioso popolo albanese! In Parlamento alcuni giorni prima, la Deputata e nostra amica Josephine Topalli aveva letto l’elenco dei Martiri e il Parlamento aveva risposto dichiarandoli innocenti uccisi. Inizio della celebrazione per i nuovi Beati è alle ore 10,00. Ecco il corteo dei Celebranti. Precedono 38 ragazzi e ragazze vestiti di bianco ed ognuno regge una palma e su ogni palma una rosa rossa. Credevo passassero davanti a me i 38 Martiri! Nella fantasia li chiamavo a nome: dall’ Arcivescovo e francescano Vincenzo e gli altri sette francescani, e poi i Gesuiti e i Diocesani; e poi il ventenne soldato Gjelosh Lulashi, fucilato; e Qerim Sadiku, figlio di musulmano, ma cattolico che non ha potuto vedere il primo figlio natogli 21 giorni dopo la sua fucilazione; e la ventiduenne bellissima Marije N. Tuci, sfigurata per vendetta (in un sacco con un gatto) per immaginabile motivo. Ecco questi sono i Beati di oggi in Albania. C’è una procedura per tali eventi con la lettera del Papa al Vescovo Angelo: “… con la nostra Autorità Apostolica concediamo che i Venerabili Servi di Diod’ora in poi siano chiamati Beati… nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.” ed infine, emozionante, lo scoprimento della grande tela raffigurante i 38 Martiri. L’applauso lungo, sentito ha rivelato la tensione interiore di noi tutti. E c’era anche il Sindaco di Brozzo di Marcheno (BS) con la sua bella fascia tricolore ed il Gonfalone comunale a ricordare il concittadino ora Beato Giovanni Fausti S.J. E poi dopo la cerimonia, ai miei occhi ed al mio cuore ecco gli Amici dei miei tempi in Albania. Dopo venti anni, mi ricordano e salutano. Amici anziani od ormai maturi la cui presenza rinverdisce nel mio cuore. Ed a cena con Guglielmo, con Tonci, con Paulin, con Gjon e l’affetto e i ricordi che crescono fino all’ultima mattina prima della partenza quando noi al bar per un ultimo caffè, veniamo avvicinati: “La consumazione è offerta a voi dal Signore laggiù”. E chi era? Un falegname che aveva lavorato per noi ed ora purtroppo in carrozzella. Dio ti benedica, Amico nostro. Ed ho rivisto i frati in Albania. Meravigliosi frati miei confratelli lavoratori nella vigna del Signore. E i giovani frati e i novizi. Ancora piccola Provincia francescana quella albanese, a suo tempo quasi distrutta dalla persecuzione, ma oggi sorridente Provincia in crescita; una crescita bella e promettente. E, pieni di vita, i conventi restaurati e ben tenuti. Se andate in Albania andate a trovare i nostri frati. Grazie frati, grazie popolo di Albania. E Dio ci benedica tutti.

fr. GianMaria Polidoro ofm