Su alcuni fatti di cronaca e dignità umana. Riflessioni di A.M. Costanzo, D. Napoleone e L. Marisi

Cari Padre Gianmaria e Presidente, gentili Consiglieri e amici,

i fatti gravissimi di questi ultimi tempi, le testimonianze quotidiane di un disagio sociale e morale sempre più dilagante che porta Persone di ogni ceto e posizione lavorativa a scelte estreme come il suicidio perché private della speranza e di una qualche progettualità positiva di vita, non può non scuotere le nostre coscienze di cittadini perbene impegnati in una missione di pace.

E allora mi chiedo e chiedo a tutti voi, che siete sensibili e attenti osservatori della realtà difficilissima che stiamo vivendo, quale può essere e potrà essere nel quinquennio a venire il ruolo di Assisi PAX International, ritenendo personalmente indilazionabile la necessità di rinnovare e reinterpretare il messaggio di pace e di fraternità divulgato fin dal suo nascere dall’Associazione e l’urgenza di dare, per quanto nelle nostre possibilità, segnali visibili e sostegno concreto a chi davvero è solo e lotta per la sopravvivenza, accostandoci ancor più profondamente alla spiritualità di Francesco d’Assisi ed al suo testamento morale.

Mi permetto di offrire con umiltà, in prima persona, disponibilità in tal senso e le competenze che mi sono congeniali per continuare ad operare all’interno di una struttura associativa che aspiri ad essere parte attiva e solidale verso i problemi degli ultimi senza per questo accantonare l’importanza di diffondere e rafforzare sempre e comunque l’insegnamento di una civiltà di pace.

Tuttavia ci sono delle priorità alle quali, ritengo fermamente, siamo chiamati a rispondere con i mezzi a disposizione e con tutto il nostro impegno individuale e collettivo per non smarrire il senso reale della nostra identità di operatori di pace. Con sincera stima ed affettuosa amicizia.

Anna Maria Costanzo

Cara Anna Maria, hai perfettamente ragione. Dobbiamo rifettere di più e rivedere alla luce della situazione odierna come muoverci per ben operare. Le situazioni di estremo disagio c’erano anche prima e purtroppo ci saranno anche domani, probabilmente eravamo più distratti ed emotivamente meno coinvolti. Siamo quelli che siamo: pochi, con diverse sensibilità e distanti geograficamente. Ma dobbiamo fare, essere concreti e disponibili. Speriamo bene e sursum corda, a presto.  Delio Napoleone

Cara Anna Maria,
fin troppo evidente, un pugno nello stomaco, una drammatica conferma del sentire comune, un fatto come tanti che scuote
le nostre coscienze, subentra la consapevolezza che siamo soli, sempre più soli e sempre più disperati, perché si insinua il dubbio della indifferenza.
Dove sono i potenti, cosa fanno gli uomini guida, dove
e per chi suona la campana?
Ogni morte ci appartiene mentre si muore lentamente con essi.
LUIGI MARISI