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Il convegno tenuto a Rocca San Giovanni (CH) lo scorso 27 novembre è stato un bel successo (grazie agli organizzatori Di Pietro,Masciulli e Della Fazia). Eravamo oltre settanta (parecchi in più della capienza) nel frantoio che ci ha ospitati. L’inizio del convegno è stato fascinoso: intorno a noi e vicino a noi le olive che entravano nel frantoio, le macine che giravano, le presse che spremevano e poi l’olio che usciva abbondante, odoroso e saporito. Uno scenario di altri tempi e di oggi che illustravano il tema del convegno insieme al vino novello: “Provincia di Chieti: olio e vino come nella parabola del buon samaritano”. Per la prima volta Assisi Pax si faceva tramite di una esigenza che è quella della rivalutazione delle immense possibilità agricole di una provincia italiana all’interno della crisi attuale. Volevamo dare un esempio di come si possa coniugare una sana economia e la pace.Inizio alle ore 18,30 del 27 novembre 2009. Questi i relatori: GianMaria Polidoro, Vincenzo Aquilano agronomo, Alberto Amoroso presidente provinciale confrantoiani, Mauro Febbo Assessore all'agricoltura Regione Abruzzo, Antonio Menna del Consiglio regionale, Enrico Di Giuseppantonio presidente Provincia di Chieti, Giorgio Cegna Pusa University, Leo Di Pietro referente Osservatorio Pace, Catia Eliana Gentilucci dell'Università di Camerino (moderatrice e conclusioni). All'inizio ha portato il saluto Enzo Giardino proprietario del frantoio.
Padre Polidoro ha posto le premesse indicando come l'economia non è un fine, ma un mezzo per condurre una vita dignitosa e libera. L'attività economica è etica. Parlare di olio e vino nella provincia di Chieti richiama la tipicità della sua produzione agricola e l'impegno a che essa cresca e produca benessere. Quando incontro qualcuno che ha bisogno del mio vino e del mio olio per curare le proprie ferite, allora comprenderò il riferimento alla parabola del buon samaritano che ci offre riferimento spirituale.
A sua volta Vincenzo Aquilano, da grande competente quale è, ha illustrato la situazione agricola del territorio, le potenzialità e le varie efficienze/inefficienze. Interessante notare che la provincia di Chieti produce intorno all'ottanta per cento di olio e vino abruzzese. Si richiede impegno per riportare i giovani alla terra compiendo una rivoluzione culturale.
Alberto Amoroso a nome dei confrantoiani (160) da lui rappresentati, ha parlato della qualità dell'olio, della tipologia della produzione, del prodotto in Italia e dell'impegno necessario per portare all'agricoltura del territorio una rivoluzione culturale.
I tre rappresentanti politici (Menna, Febbo e Di Giuseppantonio) hanno parlato dell'agricoltura da fomentare secondo le proprie possibilità; hanno accolto le varie raccomandazioni dicendosi disposti ad un lavoro concorde per ottenere buoni risultati.
L'Assessore regionale Febbo si è impegnato nel proprio ambito regionale. Il Presidente della provincia ha dato tutta la sua disponibilità per il bene della gente e si è impegnato a rafforzarci. Li ringraziamo in attesa di vedere noi e loro all'opera.
Giorgio Cegna ha illustrato la necessità di operare per una nicchia di qualità.
Leo Di Pietro ha quindi ringraziato tutti gli intervenuti con saluti anche personali.
Catia Eliana Gentilucci ha raccolto in una conclusione magistrale, le migliori idee espresse. Di lei lodiamo l'energica conduzione del convegno.
Alla fine P. Polidoro ha consegnato al Presidente della Provincia un particolare messaggio affermando che nel tempo tra questo convegno e quello ampio della prossima primavera, ci sarà una continua sollecitazione da parte dei rappresentanti di Assisi Pax.
Al termine del convegno è stata offerta una cena in base a ricette antiche della Provincia che è come una esemplificazione dei prodotti di nicchia. Per tale cena dobbiamo ringraziare le Signore coordinate dalla signora Onorina Della Fazia che hanno sostenuto tanto lavoro.
Ed ora desidero trasmettere a tutti un sentimento ed una volontà di impegno perché ognuno possa entrare nelle tematiche sociali, economiche e quant’altro che spianino la via a quel benessere che non è lusso e che pertanto porta a situazioni di pace. Il richiamo alla parabola del buon samaritano ha offerto la dimensione spirituale che giustifica la ricchezza aperta alle necessità di chi soffre o è bastonato dalla vita. Il samaritano si prende cura di uno sconosciuto di altra razza e di altro credo offrendo: olio e vino (per curare le ferite) e poi il suo denaro perché il colpito possa essere curato. Dunque olio e vino che sono il frutto del lavoro; e il denaro che è il guadagno ottenuto dal lavoro. Rileggete la parabola nel Vangelo di Luca al capitolo 10 dal verso 25 al 37.
I presenti hanno preso l’impegno a portare almeno qualche risultato nel prossimo convegno di primavera. Assisi Pax solleciterà i vari passi con attenzione esigente. Possiamo dire che se son rose fioriranno? Certamente.
G.P.
12/1/2009 9:02:40 AM


